Lacrime e applausi al Salotto Napoletano

Domenica 26 aprile 2015, ore 11.00 – Villa La Valera

Un concerto incredibilmente evocativo quello di Domenica 26 aprile in Villa La Valera. L’ambientazione in primo luogo: la sala degli affreschi di Villa La Valera ha garantito la suggestione dei salotti napoletani di fine Ottocento, dove i tenori più importanti si cimentavano nel cantare le struggenti romanze d’amore che portavano la firma di celebri librettisti e poeti. Poi, la poesia della musica e la bravura degli interpreti. Angelo Scardina, tenore del Teatro alla Scala ha eseguito con eccezionale bravura bellissime romanze, arie e canzoni napoletane fino ad arrivare al Novecento.

“I te vurria vasà”, “Core n’grato”, la celebre “Vucchella” i cui versi portano la firma di D’Annunzio, “Torna a Surriento” ma anche la romanza “Mattinata” di Leoncavallo, sono alcune tra le melodie eseguite che il pubblico ha ascoltato estasiato, le stesse pagine preferite da Caruso e oggi presenti nel repertorio di tutti i tenori del mondo. La mattinata è stata anche arricchita da alcuni brani virtuosistici per chitarra di Niccolò Paganini e Mauro Giuliani, eseguite con bravura dal giovane chitarrista Ruben Levi Pennestrì.

Il concerto è stato guidato dal M° Ruggero Cioffi che ha raccontato diversi curiosi aneddoti sulla musica napoletana e sull’origine dei brani in programma. Molta commozione in sala quando Ruggero ha dedicato il concerto alla memoria del nonno Domenico, di recente scomparso. Lacrime e applausi per il bis, “O sole mio”, la canzone che ha trascinato il pubblico in un ovazione letterale per tutti e tre gli artisti coinvolti.

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